Bozza Regolamento ENAC Zone Geografiche UAS: tutte le novità operative

Bozza Regolamento ENAC Zone Geografiche UAS: tutte le novità operative

Dopo diversi anni di attesa, ENAC ha pubblicato la bozza del nuovo Regolamento "Zone Geografiche UAS", destinato a sostituire l'attuale circolare ATM-09A.

Si tratta di un aggiornamento particolarmente importante perché ridefinisce il modo in cui verrà gestito lo spazio aereo dedicato ai droni, soprattutto nelle vicinanze di aeroporti, aviosuperfici ed elisuperfici.

L'obiettivo è duplice: mantenere elevati standard di sicurezza aeronautica e, allo stesso tempo, consentire una maggiore operatività ai piloti professionali, adeguando le regole a un settore profondamente cambiato negli ultimi anni.

La bozza è attualmente aperta alla consultazione pubblica fino al 24 luglio 2026, prima dell'approvazione definitiva.

Vediamo quali sono le principali novità.

Quote di volo più alte vicino agli aeroporti civili ✈️

La modifica più significativa riguarda gli aeroporti civili dotati di procedure strumentali.

Le dimensioni delle Zone Geografiche rimangono sostanzialmente invariate, ma aumentano le quote massime entro cui è possibile operare in categoria Open.

Le nuove altezze previste sono:

🟠 Zona Arancione → 40 metri (oggi 25 m)
🟡 Zona Gialla → 60 metri (oggi 45 m)
🔵 Zona Azzurra → 80 metri (oggi 60 m)

Dal punto di vista operativo questo significa poter svolgere molte più attività senza dover ricorrere alla categoria Specific.

La vera novità, tuttavia, è il concetto di volume della Zona Geografica.

Le limitazioni iniziano infatti dalla quota indicata verso l'alto.

Ad esempio, se una Zona Arancione inizia a 40 metri, un'operazione svolta a 35 metri rimane completamente al di sotto della zona e può quindi essere effettuata in categoria Open.

Per numerosi rilievi edilizi, ispezioni e missioni fotogrammetriche questo rappresenta un cambiamento estremamente interessante.

Aeroporti minori: meno limitazioni e aree ridotte 🛩️

Il nuovo regolamento introduce una revisione importante anche per aeroporti privi di procedure strumentali e aviosuperfici.

Le aree soggette a limitazioni vengono infatti ridotte in funzione della lunghezza della pista.

In particolare:

  • piste superiori a 1 km: forte riduzione delle aree laterali;
  • piste comprese tra 500 m e 1 km: eliminazione della fascia arancione;
  • piste inferiori a 500 m: riduzione sia della zona rossa sia delle aree circostanti.

Per molti operatori questo potrà tradursi nella possibilità di lavorare con maggiore facilità in contesti rurali o periferici, oggi spesso caratterizzati da limitazioni molto penalizzanti.

Elisuperfici: procedure più semplici 🚁

Anche le elisuperfici civili beneficeranno di una revisione delle Zone Geografiche.

La bozza elimina completamente la Zona Gialla.

Rimarranno solamente:

  • una Zona Rossa entro 1,5 km;
  • una Zona Arancione fino a 2,5 km con limite operativo elevato a 40 metri.

Per chi opera frequentemente in prossimità di ospedali, eliporti civili o infrastrutture analoghe si tratta di una semplificazione significativa.

Nessuna novità per gli aeroporti militari 🪖

Restano invece immutate tutte le limitazioni relative agli aeroporti militari.

Per motivi legati alla sicurezza nazionale, quote operative, raggi delle Zone Geografiche e modalità di utilizzo rimarranno identici all'attuale normativa.

Arriva finalmente la "regola dell'ostacolo" 🏢

Uno degli aspetti più interessanti della bozza per operatori professionali riguarda la formalizzazione della procedura Obstacle Rule (o regola dell'ostacolo).

In categoria Open

Se ci troviamo sotto una zona geografica UAS (ma fuori dalla zona rossa), possiamo comunque operare in Open sfruttando un ostacolo artificiale:

  • entro 50 metri orizzontali da un edificio o altra struttura artificiale;
  • fino a 5 metri sopra l'ostacolo;

anche quando questo supera le quote previste dalla zona geografica sovrastante.

In categoria Specific

Nelle Zone Rosse (purché ad almeno 500 metri dal sedime aeroportuale) sarà consentito:

  • operare entro 10 metri orizzontali dall'ostacolo;
  • superarlo di 3 metri;

senza la necessità di richiedere un NOTAM.

Naturalmente rimane sempre obbligatorio ottenere l'autorizzazione del proprietario o del gestore della struttura.

Per chi svolge ispezioni di edifici, facciate, torri, impianti industriali o infrastrutture questa rappresenta probabilmente una delle novità più utili dell'intero regolamento.

Quando entreranno in vigore le nuove regole? 📅

Al momento queste modifiche non sono ancora operative in quanto il documento è ancora una bozza.

Terminata la consultazione pubblica, ENAC dovrà approvare il testo definitivo e pubblicarlo ufficialmente.

Successivamente D-Flight avrà fino a sei mesi di tempo per aggiornare le mappe operative.

Salvo modifiche durante l'iter di approvazione, è realistico ipotizzare che le nuove Zone Geografiche diventino operative nel corso della primavera 2027.

Cosa significa davvero per il settore?

Nel complesso, la nuova proposta ENAC rappresenta un importante passo avanti verso una gestione più moderna dello spazio aereo dedicato ai droni.

L'incremento delle quote operative, la riduzione delle limitazioni presso numerosi aeroporti minori e l'introduzione ufficiale della regola dell'ostacolo consentiranno agli operatori professionali di svolgere molte attività con maggiore semplicità, pur mantenendo elevati standard di sicurezza.

Resta comunque fondamentale ricordare che il regolamento è ancora in fase di consultazione e potrebbe subire modifiche prima della pubblicazione definitiva.

Per questo motivo sarà importante seguire attentamente l'evoluzione normativa nei prossimi mesi, così da arrivare preparati quando le nuove disposizioni entreranno ufficialmente in vigore.

 

Cristina Verga - Team Skycrab
Cristina Verga

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